{"id":27576,"date":"2019-08-07T15:36:09","date_gmt":"2019-08-07T13:36:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/?p=27576"},"modified":"2019-08-07T16:11:09","modified_gmt":"2019-08-07T14:11:09","slug":"cosa-rimarra-di-me-e-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/incipit\/cosa-rimarra-di-me-e-te\/","title":{"rendered":"Cosa rimarr\u00e0 di me e te"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.22.3&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_orientation=&#8221;justified&#8221; custom_margin=&#8221;|5px||5px&#8221; text_text_align=&#8221;justify&#8221;]<\/p>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%; text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span size=\"4\">Capitolo 1<\/span><\/strong><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%; text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span size=\"4\">Prima di ogni cosa<\/span><\/strong><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\"><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Il volo da Vancouver a Portland era stato pi\u00f9 breve di quanto mi aspettassi, complice la letargia in cui ero caduta appena il carrello si era staccato dalla pista. Ancora con la cintura di sicurezza allacciata osservavo dal finestrino le ultime operazioni di attracco del finger al terminal e la mia speranza era che una volta scesa sarei riuscita a sfoderare un sorriso decente. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">La realt\u00e0, invece, stava aggrappata con una morsa allo stomaco. Tornavo a casa dopo cinque anni, e a sole due ore e mezza dal sedile a cui ero ancorata c\u2019era ad attendermi la mia famiglia riunita al completo, la cittadina di Trail da cui ero sparita notte giorno, e il peso maligno degli sguardi dei suoi cinquecento residenti. Avrei fatto volentieri a meno del viaggio nel tempo, ma avevo fatto una promessa a mia sorella. Una di quelle da croce sul cuore. Sarei stata la sua damigella d\u2019onore e l\u2019impegno non contemplava rifiuti di sorta. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Recuperato il bagaglio a mano e spinta dalla frenesia degli altri passeggeri mi trovai a percorrere il corridoio verso l\u2019uscita pi\u00f9 in fretta di quanto avessi voluto.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ad aspettarmi Leonard, il fratello del fidanzato di mia sorella. Rientrava da Seattle, anche lui, per assistere alla cerimonia e si era reso disponibile a recuperarmi lungo il tragitto. Non lo vedevo da parecchio tempo, ma dubitavo fosse cambiato, nessuno lo faceva nella Contea di Jackson, come l\u2019agente aeroportuale che mi intim\u00f2 di fermarmi al controllo uscite internazionali. Era identico al giorno in cui me ne ero andata, al contrario di me. Per fortuna le impronte digitali confermarono la mia identit\u00e0 decisamente diversa dalla fotografia sul passaporto appena mostrato.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Abigal Foreman\u201d, mormor\u00f2 l\u2019agente dopo avermi scrutato a lungo alternando lo sguardo da me al terminale. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">E\u2019 di Trail?\u201d<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">S\u00ec\u201d.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Motivo del viaggio?\u201d.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Sono tornata per il matrimonio di mia sorella\u201d, risposi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Bentornata Abigal\u201d, disse con un sorriso gentile riconsegnandomi il documento.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Speriamo\u201d, mormorai o forse lo pensai.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">All\u2019uscita cercai Leonard tra le persone in attesa dietro la transenna degli arrivi. Nessuno dei presenti ad un\u2019occhiata veloce sembr\u00f2 corrisponde ai miei ricordi. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Doveva essere in ritardo. Poco male, pensai, e adagiata la valigia a terra ne approfittai per recuperare una felpa. Non ero pi\u00f9 abituata alle particelle di umidit\u00e0 che persistevano in Oregon anche sotto il sole estivo. Inalterate e pungenti riuscivo a sentirle risalire la spina dorsale come un piccolo insetto a cinque zampe. Non che l&#8217;umidit\u00e0 fosse tanto differente da quella di Vancouver, ma l\u2019Oregon era notoriamente una spugna pregna di acqua ben peggiore.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abAbigal!?\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Alzai lo sguardo e trattenni un sussulto quando vidi un uomo in piedi davanti a me sorridermi. Non poteva essere Leonard, non uno dei tizi che avevo adocchiato di sfuggita poco prima. Non c\u2019era nulla di lui nel fusto a meno di mezzo metro a parte gli occhi, il sorriso, e la sua faccia. Nessun berretto logoro a trattenere la chioma crespa che sarebbe stato un torto ai lunghi capelli che oggi gli cascavano sulle spalle. Non indossava neppure la camicia di flanella a quadri che ricordavo essere il suo outfit preferito, bens\u00ec una maglietta dei Soundgarden sotto la quale due grossi pettorali gonfiavano il tessuto di cotone e facevano intuire come fossero gli addominali. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abLeo?\u00bb, chiesi incerta.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abS\u00ec! Aby \u00e8 davvero passato un sacco di tempo non ti riconoscevo pi\u00f9. Sei&#8230; diversa!\u00bb, tentenn\u00f2 sventolando la mano su e gi\u00f9 davanti ai miei occhi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Da che pulpito, pensai.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abBe\u2019 anche tu non scherzi, sei Leonard Foster vero?\u00bb, domandai ironica accertandomi che fosse proprio lui lo sfigato fratello di Robert.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Leonard si pass\u00f2 una mano tra i capelli mischiando nel gesto imbarazzo e orgoglio di s\u00e9. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abEbbene s\u00ec, sono io, ho solo fatto un po\u2019 pi\u00f9 di esercizio fisico e lavorato molto\u00bb, disse con soddisfazione.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Non ci credevo. Un cambiamento del genere presupponeva la presenza di una donna nella sua vita, e non una qualsiasi. Una sexy, e si poteva presumere pure una ninfomane. La sua figaggine era fatta di testosterone sviluppato s\u00ec da tanto tanto esercizio fisico e lavoro, ma non di fatica come uno avrebbe potuto immaginare. Dietro al suo cambiamento c\u2019era il potere di una femmina con gli attributi per aver trasformato un pachidermico e molle ragazzo in un mastodontico esemplare di uomo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abHai solo questo?\u00bb, chiese indicando il mio piccolo trolley.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abSolo questo\u00bb, dissi richiudendolo. Quanto bastava per cinque giorni di soggiorno.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abBenissimo!\u00bb, allung\u00f2 una mano a prendere il bagaglio, \u00abAndiamo, ci stanno aspettando\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Lo seguii fuori dal piccolo aeroporto, senza perdermi gli occhi delle donne su di lui e anche al mio culo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Non indossavo niente di diverso che avrei portato in una giornata normale a Vancouver. Un classico sportivo, ma era lecito chiedersi cosa avessi di speciale per accompagnarmi a un bel figo come Leonard. Niente, solo una prossima parentela, e forse dei capelli viola argentei piuttosto insoliti.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Leonard infilata la valigia nel portabagagli di un lucido e mastodontico pick-up mi apr\u00ec lo sportello posteriore sistemandosi poi al volante.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCiao!\u00bb, squitt\u00ec una ragazza dal sedile passeggero davanti. \u00abSono Alison\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Immaginai fosse la donna della magia, ma anzich\u00e9 una valchiria del sesso, era una ragazza semplice, direi anonima, la classica fanciulla della porta accanto. Il cerchietto bianco a trattenerle composta e ordinata la folta e lunga chioma bionda accentuava quell\u2019aspetto acqua e sapone. Tuttavia la stretta decisa con cui mi strinse la mano conferm\u00f2 la mia intuizione. Era una femmina energica e risoluta e Leonard di sicuro un uomo fortunato.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abUngheee!\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Un bambino roseo e tondo pressato in un ovulo nel sedile accanto si stava pasticciando la faccia con uno stecco gelato al cioccolato. Anche lui mi salut\u00f2 a modo suo imbrattandomi la manica della felpa con la manina appiccicosa e umida di rigurgito primordiale.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abLui \u00e8 Randal\u00bb, disse Alison inginocchiandosi sul sedile per raggiungerlo e pulirlo rapida con una salvietta. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abE\u2019 adorabile!\u00bb, dissi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Era sempre bene affermarlo ad alta voce, e soprattutto far seguire il complimento anche da un sorriso incantato sebbene provassi fastidio solo a guardarli. Mi sentivo a disagio accanto, di fronte e dietro a quelle piccole creature umane. Mi saliva una tristezza abissale per quanto fosse gi\u00e0 drammaticamente evidente il loro futuro o karma come si usava dire. Erano predestinati agli stessi errori dei progenitori moltiplicati alla seconda, futuri protagonisti di uno spettacolo a ripetersi all\u2019infinito e oltre.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Randal? Randal? <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Cercai di ricordare se mia sorella o mia madre mi avessero parlato della sua venuta al mondo. A occhio e croce aveva meno di due anni, ma ero certa che l\u2019avvento del piccolo mi fosse stato comunicato in una delle interminabili video-chiamate serali, ma evidentemente dovevo averla cestinata insieme ad altri mille discorsi o letture di romanzi con cui si alternavano tenendomi compagnia mentre disegnavo la sera. Una connessione virtuale imposta da mia madre per sopperire alla mancanza fisica. Diceva che era un modo per essere con loro e a casa. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abSono cinque anni che non tornavi&#8230;\u00bb, disse Alison.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Non mi sfuggii la frase spezzata e immaginai conoscesse la mia storia. Era lecito pensare che Leonard le avesse raccontato di me, di una sera d\u2019estate, di un incidente, e degli eventi che sconvolsero la mia esistenza e di tutti quelli accanto alla sottoscritta. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abS\u00ec, cinque anni\u00bb, dissi facendo finta di non aver colto il sottinteso. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Gli occhi di Leonard incontrarono i miei nello specchietto retrovisore e vidi la tensione e la tristezza mischiarsi insieme. Uno sguardo fin troppo noto alla sottoscritta. Lo sguardo da regalare ad una martire e che mi aspettavo di rivedere lungo la navata della chiesa l\u2019indomani mattina. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Assorbita dallo schienale del morbido sedile di pelle preferii voltare lo sguardo al paesaggio che scivolava oltre il finestrino. Lo riconoscevo, era il panorama di una vita trascorsa ed era stranamente rilassante nonostante mi ricordasse il passato, verso cui stavo viaggiando, che essendo appunto passato sarebbe stato bene che rimanesse tale per divenire ogni giorno sempre pi\u00f9 remoto e dimenticarlo del tutto. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ce la puoi fare!\u201d, ripetei fra me e me, \u201cCe la puoi fare!\u201d. Era solo un cazzo di matrimonio nell\u2019inferno di Trail. Dovevo soltanto mantenere la salute mentale per cinque giorni e rientrare spedita nel mio universo. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Durante il viaggio in auto il mantra mentale insieme al panorama e agli aggiornamenti di Leonard sul suo lavoro e la vita a Seattle, dove viveva ormai da tre anni, e qualche chiacchiera di reciproca conoscenza con Alison mi distesero dalla morsa allo stomaco aggrappata da quando avevo messo piede a terra.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Vagai con la mente per la restante parte del tragitto a tratti pisolando contagiata da Randal rianimandomi appena scorsi il Rogue River sfilarmi accanto. La linfa dell\u2019Oregon sud-occidentale e scenografia dei momenti pi\u00f9 importanti della mia vita. Mi resi conto quanto mi fosse mancato il fiume e gi\u00e0 fremevo all\u2019idea di sedermi sul molo di casa a immergere i piedi nella sua corrente fredda scacciapensieri. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Appena l\u2019auto di Leonard svolt\u00f2 sulla Old Ferry Road la morsa si ripresent\u00f2 alla bocca dello stomaco. Eravamo a meno di mezzo miglio al punto di arrivo ed il viale fatato, cos\u00ec lo chiamavo da bambina per via dei luccichii tra le fronde del bosco che scintillavano come luci stetoscopiche conduceva ad una sola casa. La residenza Foreman, chiamata dagli abitanti la casa dell\u2019orso per via di una vecchia legenda di cacciatori di pelli che aveva visto protagonista il mio trisavolo. Osservai lambita dai ricordi di infanzia i baci del sole tra il fogliame che un tempo insieme a mia sorella cercavamo di acchiappare con le mani sdraiate nel retro del pick-up di mio padre e avrei voluto avere dieci anni, senza pensieri.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Imboccando l\u2019ultima curva, dietro la quale a breve avrei scorto il focolare domestico trattenni il fiato, e non appena apparve non potei fare a meno di ricordarlo la notte in cui me ne ero andata. Immerso nella neve e illuminato ad intermittenza dalle luci natalizie, molto diverso da come sopraggiunse ai miei occhi in quel momento. Non riuscivo a definire se ci fosse qualcosa di diverso. Nulla al primo sguardo, solo forse pi\u00f9 sbiadito rispetto alla diapositiva dei miei ricordi. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abGuarda! Tua madre \u00e8 sotto il portico, non sta\u2019 pi\u00f9 nella pelle\u00bb, disse Leonard slacciando la cintura. Vidi mamma scendere di tutta fretta le scale per raggiungerci, e d\u2019istinto abbassai lo sguardo alle mie ginocchia scongiurando la strizza da ritorno.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Alison scavalc\u00f2 il sedile anteriore raggiungendo Randal e distrarlo prima di un sicuro pianto post-arresto motore mentre io&#8230; Io restai bloccata con la mano sulla maniglia. Avrei voluto avere qualche minuto per rimanere sola e allenarmi a sfoderare il sorriso a mille denti che mi ero ripromessa in aereo, ma riuscii solo a serrarli per l\u2019ansia. La portiera si spalanc\u00f2 e mia madre si fiond\u00f2 fin dentro l\u2019abitacolo ad abbracciarmi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abAbigal, Abigal, Abigal sono cos\u00ec felice di vederti\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abMamma!\u00bb, dissi travolta dalla sua effervescenza. Smontai dall\u2019auto con lei incollata. Perquisendomi partendo dai capelli, mi carezz\u00f2 le braccia, strinse la vita, raccolse le mie mani nelle sue, ispezion\u00f2 ogni singolo frammento di me da capo a piedi e infine mi strinse a s\u00e9 in un abbraccio tanto stretto da sbriciolarmi. Soffocata e invasa, trattenni tutta me stessa dal spintonarla via. Avevo un problema con chi mi toccava, e superava quella che io chiamavo \u201ccinesfera vitale\u201d. L\u2019involucro dell\u2019anima per intenderci. Tendevo a reagire d\u2019impulso e in pi\u00f9 occasioni mi era capitato di ribellarmi alle invadenze degli estranei alzando direttamente le mani, ma con lei feci appello a tutta la forza di volont\u00e0 per resistere, non potevo certo atterrare mia madre con un pugno in faccia alla vigilia della cerimonia.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abMa quanto pesi?\u00bb, chiese strizzandomi gli avambracci.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">La domanda era in realt\u00e0 un\u2019allusione. Tipico della mia famiglia dove le domande non erano mai domande, ma pi\u00f9 spesso affermazioni, moniti e sottintesi. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abIn video non sembravi cos\u00ec magra\u00bb, sottoline\u00f2 il concetto.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abMi sono alzata in altezza, ho dieci centimetri in pi\u00f9\u00bb, dissi mostrandole il tacco, \u00abrende pi\u00f9 snelle, mamma\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">La risposta non sembr\u00f2 convincerla, ovviamente. Avevo perso qualcosa come quindici chili nell\u2019arco di cinque anni. Ma non ero malata o altro, piuttosto ero in sovrappeso quando l\u2019ago della bilancia aveva iniziato la corsa in discesa. Mettiamola cos\u00ec. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Leonard nel frattempo depositata la valigia sotto al portico osservava i convenevoli affettuosi\/morbosi di mia madre con aria solidale, conscio che ben presto gli sarebbe toccata la stessa sorte di amore materno capace di annientare ogni progresso esistenziale ed evolutivo di se stessi. Non c\u2019era nulla al mondo che riusciva a demolire l\u2019adulto in noi come una madre. In un attimo avevi otto anni e non ne combinavi una giusta.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abNoi andiamo, mia madre ci aspetta per pranzo, ci vediamo domani in chiesa\u00bb, disse lanciandomi uno sguardo di intesa. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Grazie per il passaggio\u201d.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Bussai al finestrino di Radal e salutai lui e Alison con un bacio al volo e in scacco a mia madre mi diressi verso l\u2019ingresso di casa. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abSono cos\u00ec felice Abigal. E\u2019 bello averti a casa\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abLo so, anche per me\u00bb, mormorai poco convinta.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Sulla porta di ingresso trasalii appena vidi il mio amato Diesel alzarsi dal pavimento del soggiorno e cauto e pesante venirmi incontro schiacciato dall\u2019onere di una vecchiaia che gli imponeva di scandire i passi delle quattro zampe in modo pericolante. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCiao Diesel come stai?\u00bb, mi piegai su di lui per accarezzarlo mentre lui divincolava di pesante felicit\u00e0 ai miei piedi. Non potei fare a meno di pensare che sarebbe potuto morire di gioia in quell\u2019esatto momento. Cercai di calmarlo appoggiando la fronte sul suo testone dal manto pi\u00f9 sbiadito, ma l\u2019entusiasmo incontenibile mi obblig\u00f2 ad inginocchiarmi a terra ed accogliere tutta la sua festa.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Mi era mancato da morire, il mio amato amico e fedele compagno di avventure.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abGli sei mancata molto&#8230;\u00bb, disse mia madre con tono solenne e mortificante. Corrugai la fronte cogliendo dietro a quelle parole un significato diverso dal mio di sincera malinconia. E in un attimo ero in piedi. La piet\u00e0 e la compassione che andassero a fare in culo, soprattutto se era mia madre a elargirle. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Con la mano sul trolley ero pronta ad andarmene, ma contai da cinque a uno come mi era stato insegnato e uno volta fatto dissi: \u00abVado in bagno\u00bb, fuggendo cos\u00ec al cataclisma del mio umore.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ce la puoi fare! Abigal ce la puoi fare!\u201d, ripetei a me stessa fino a che chiusi la porta alle spalle. Dovevo anestetizzarmi, avevo bisogno di una dose di ansiolitico. Per fortuna Kiko, socia\/amica\/sorella\/lamiasimbiosi, si era preoccupata di darmi la sua scorta. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Quindici gocce dopo, ero seduta sul bordo della vasca in attesa che la coperta calda avvolgesse e placasse la mente. Pazientai ad occhi chiusi ed era un <\/span><strong><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">d\u00e9j\u00e0-vu<\/span><\/strong><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\"> starmene chiusa in bagno a cercare di ricomporre uno stato mentale instabile. Non prendevo farmaci ormai da quattro anni, da quando il mio sistema antistress era diventato disegnare ad oltranza. Ma anche se in quel momento avessi avuto davanti un foglio bianco e un pennarello non sarebbero stati capaci di controllare l\u2019epilessia emozionale che significava riaffrontare il passato. Ero nel confronto con me stessa, nella mia colpa, la mia frustrazione, la mia rabbia, che per quanto avessi elaborato, fatte mie le varie interpretazioni degli eventi, quei sentimenti erano tatuati nell\u2019anima. Solo quando il pacifico effetto del mio amico liquido addorment\u00f2 la mente tornai da mia madre che in soggiorno fingeva di sistemare alcune riviste sul tavolino. Ed era come un tempo. Ognuna di noi due in bilico sul ciglio di uno strapiombo una di fronte all\u2019altra. Leggevo nei suoi occhi la pena, e la colpa verso se stessa per non avermi protetto e come uno specchio mi sentivo in altrettanto modo per non averlo fatto io per prima e nel peccato mortale per averle generato un dolore immenso. Un cazzo di circolo vizioso dove per tutte e due era meglio sprofondare nel silenzio, piuttosto che guardarsi a fondo. Era implicita l\u2019amarezza di entrambe, inutile stare a fare ammende, o altro. Il dado era tratto.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abVieni\u00bb, disse allungando le mani verso di me. Poggiai le mie nelle sue, pi\u00f9 quieta e arrendevole. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abScusami\u00bb, disse, \u00abnon volevo farti pesare la tua scelta. So quanto \u00e8 stato difficile per te andartene e stare lontano da noi, ma manchi Abigal, manchi a tutti e vorrei tanto che tornassi non dico per sempre, ma almeno pi\u00f9 spesso\u00bb. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Stava per piangere e se non si tratteneva gli sarei andata dietro come una fontana.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abLo so mamma, lo so, magari\u2026 torno a Natale, questo \u00e8 un primo passo\u00bb, dissi senza crederlo realmente. Le regalai la speranza che una madre in fondo non perde mai, ma no, non sarei tornata mai pi\u00f9 in quel buco di inferno. Preferivo una citt\u00e0, un luogo dove non mi conosceva nessuno, e a cui ero indifferente.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Dal silenzio in cui piombammo mi resi conto che non c\u2019era altra anima viva in casa oltre a lei e Diesel.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abDove sono tutti?\u00bb, chiesi distraendoci dall\u2019emozione di rivederci. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">La sceneggiatura del mio ritorno non corrispondeva affatto a come me l\u2019ero immaginata con l\u2019intera squadriglia Foreman ad attendermi sotto il portico. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abTuo padre e Emily sono al Rogue River Lodge. Emily \u00e8 sull\u2019orlo di una crisi di nervi\u00bb, sbuff\u00f2 roteando gli occhi al cielo. \u00abHa deciso di cambiare il servizio di piatti all\u2019ultimo momento\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abNon me lo dire\u2026 non si abbinavano ai fiori?\u00bb, chiesi divertita.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Sorrise. \u00abNo, non per quello, al colore della seconda portata\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Tipico di mia sorella e mi sorpresi a sorridere in modo naturale e spontaneo, semplicemente ridevo. Leggera, e grazie solo al mio amico Xanax.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abTuo fratello Jack dovrebbe arrivare per cena\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abAndrew invece?\u00bb, chiesi. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abAndrew&#8230;\u00bb, sospir\u00f2 mia madre, \u00abArriva anche lui per cena. E\u2019 a un seminario dei suoi\u00bb, disse senza entrare nello specifico e afferrandomi la mano mi trascin\u00f2 con s\u00e9 affinch\u00e9 la seguissi lungo le scale. \u00abVieni, ti faccio vedere la tua stanza\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">L\u2019assecondai senza obiettare. In realt\u00e0 non era proprio la mia stanza quella in cui ci stavamo dirigendo, bens\u00ec il sottotetto riadattato per l\u2019occasione del mio rientro a camera da letto. La mia camera ormai apparteneva a mia sorella per intero. Mentre la scala si apriva come una molla davanti a noi una accanto all\u2019altra nel corridoio rimpiansi di non aver preso una stanza in un hotel. Mia madre aveva insistito che soggiornassi in casa accampando un discorso sull\u2019importanza delle tradizioni di famiglia. Era l\u2019ultima cena prima che Emily, la pi\u00f9 piccola di quattro figli lasciasse l\u2019ovile, e per l\u2019occasione ci voleva riuniti sotto lo stesso tetto. Purtroppo aveva sempre avuto una concezione della famiglia da romanzo western tanto che la sua diapositiva fiabesca di focolare domestico si ispirava ad una vecchia serie televisiva che era solita guardare da ragazzina e che vedeva una amabile famiglia radunarsi ogni sera a tavola, e dopo la preghiera a capi chini e mani giunte, oltre a cibarsi con ricchi piatti nonostante persistesse una perenne carestia, tutti felici dialogavano e soprattutto ascoltavano i saggi consigli del padre e della madre. E ovviamente la domenica si sorbivano la messa con il sermone del pastore sempre giulivo. Ecco, mia madre voleva essere come la signora Ingalls di quella vecchia serie televisiva, La casa nella prateria. E lo era sia per bellezza che volont\u00e0 materna, ma aveva a che fare con una realt\u00e0 non propriamente simile allo stereotipo televisivo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">A tavola noi Foreman era pi\u00f9 facile che litigassimo, che Emily gridasse, mio fratello Jack sputasse nel piatto e Andrew contasse i piselli perduto nelle sue fantasie ancestrali. E dei saggi discorsi paterni si erano sentite solo imprecazioni, mentre Diesel abbaiava. E la chiesa\u2026 per tradizione ci aveva visto arrivare sempre in ritardo. Eravamo i Foreman, degli incazzati e schizzati cronici che vivevano nei boschi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Inerpicata me stessa per la scaletta a scomparsa, sorpresa mi impalai in mezzo al sottotetto che non era pi\u00f9 un purgatorio di roba abbandonata. Non so che fine avessero fatto le chincaglierie del passato, ma di loro non c&#8217;era alcuna traccia nel bellissimo sottotetto ritinteggiato per intero di bianco travi in legno di quercia al pavimento lucidate a nuovo e una mobilia su misura sicuramente realizzata da mio padre. Il letto, candido e morbido solo alla vista era sotto il lucernario da cui in inverno mio padre ci faceva vedere le costellazioni con il suo telescopio autocostruito.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abIl tuo vestito da damigella \u00e8 in camera mia\u00bb, disse mia madre stringendomi le mani in vita con espressione incerta, \u00abforse \u00e8 meglio se lo provi subito, non sono sicura ti vada bene. Sei troppo magra. Dovr\u00f2 fare delle messe a punto\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abNon vedo l\u2019ora\u00bb, mormorai piegandomi alla finestra a guardare il panorama sul retro della casa. Vidi il fiume e sentii il suo richiamo, ma venne offuscato dal sibilo della cerniera della valigia alle mie spalle. Mi precipitai sulle mani di mia madre stoppando ogni sua premurosa iniziativa.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abMamma, lascia stare, faccio da sola\u00bb, le intimai.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Mi pentii subito per aver fermato in modo tanto nervoso le sue dolci intenzioni. Avrei voluto essere pi\u00f9 gentile, accomodante, figlia devota, ma ero fatta cos\u00ec, la difesa mi portava a rifiutare le attenzioni. Non riuscivo a fare a meno di proteggermi da chi avrebbe voluto aiutarmi e non avevo il controllo su me stessa. Meglio tenersi al sicuro, saldi nella mente, osservare il mondo come un film piuttosto che cadere nelle emozioni, questa ormai la mia filosofia. La mia vita era disegnare, ed era tra le tracce dei colori e dei contorni stilizzati che vivevo al massimo delle mie potenzialit\u00e0, la realt\u00e0 non mi interessava granch\u00e9.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abVa bene tesoro\u00bb, disse arricciando tra le dite una ciocca dei miei capelli. \u00abMi piace il colore, \u00e8 moderno\u00bb, sorrise compiaciuta, \u00abchiss\u00e0 cosa diranno in citt\u00e0\u2026 poco male, avranno altro da aggiungere all\u2019elenco di follie dei Foreman\u00bb. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abLungi da me togliere questo divertimento\u00bb, dissi ridendo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Mamma scosse la testa arrendevole. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abSei diventata grande&#8230; Abigal!\u00bb, disse con una punta di amarezza, \u00abE bella\u00bb, aggiunse al concetto. Annuii senza crederle. Il cuore delle madri non \u00e8 mai obiettivo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Invece tra noi due chi era veramente bella era senza ombra di dubbio lei, con i suoi occhi verdi e bronzei ed impressi in me, e sebbene i miei fossero pi\u00f9 cupi e sfuggenti i suoi erano un pozzo di dolcezza e vivacit\u00e0 e in quel momento erano di nuovo sul punto di straripare in un onda di lacrime.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ce la puoi fare! Ce la puoi fare! Ce la puoi fare!<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abVa tutto bene mamma\u00bb, le dissi, \u00abper favore non piangere\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Lei annu\u00ec serrando le labbra poi scosse il corpo come se shakerando se stessa scacciasse il demone del rimpianto. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abScendiamo, ho preparato la crostata di mirtilli che ti piace tanto\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abPrima disfo la valigia, mamma, e poi scendo\u00bb, dissi decisa. Ed era sottinteso che volevo starmene sola. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCinque minuti, mi cambio e poi scendo. Poi facciamo la prova vestito\u00bb, aggiunsi subito per stemperare la delusione che avevo visto affacciarsi sul suo bel viso.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abVa bene, ti aspetto in cucina\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Finalmente sola, liberai un sospiro trattenuto da quando Leonard aveva spento il motore dell\u2019auto. Levai le scarpe e mi buttai sul letto per chiamare Kiko. Avevamo condiviso per due anni la stanza al riformatorio della Contea di Jackson e per forze di cose eravamo diventate la forza l\u2019una dell\u2019altra. Indivisibili e inscindibili. Tra noi un sodalizio di anima protrattosi anche una volta uscite e tornate nel mondo reale. Quando me ne ero andata da Trail l\u2019avevo raggiunta a Vancouver dove si era trasferita da pochi mesi e insieme ci eravamo ricostruite una vita libere dai nostri incidenti di percorso. Da tre anni avevamo un commercio elettronico di magliette e accessori dipinti a mano. Lei si occupava della gestione informatica e contabile io disegnavo che era quanto sapevo fare. Nell\u2019ultimo anno gli affari erano andati piuttosto bene tanto da aver deciso di fare il grande salto e trasferirci a New York per aprire un negozio su strada con vendita al dettaglio. Eravamo elettrizzate all\u2019idea e proprio quella mattina Kiko aveva un appuntamento per firmare il compromesso e desideravo sapere come fosse andata. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Al suo ciao segu\u00ec un sospiro come se si stesse stirando.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abSono arrivata\u00bb, dissi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abBene\u2026\u00bb<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Attimi di silenzio in cui distinsi chiaramente della musica in sottofondo e uno struscio sospetto&#8230; <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCosa stai facendo?\u00bb, chiesi.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abImmaginalo&#8230;\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abMa perch\u00e9 cazzo rispondi? Chiamami dopo stronza!\u00bb, sbraitai e chiusi la chiamata.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Kiko aveva la brutta abitudine di rispondere in quelli che si potevano definire i suoi momenti intimi. Non solo quando era in bagno per faccende fisiologiche, che era il meno, ma pi\u00f9 spesso quando stava facendo sesso o masturbandosi, tra l\u2019altro accettava la chiamata senza interrompere l\u2019attivit\u00e0. Riteneva potesse essere urgente e non voleva legare il senso di colpa a quello che notoriamente le piaceva fare. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Decisi di disfare la valigia e nell\u2019aprire le ante di un piccolo armadio con sorpresa trovai appese le mie vecchie magliette dipinte a mano. Mia madre le aveva conservate tutte. Ne sfilai una a caso e osservai un Ironman in tre dimensioni. Scartabellai tra le altre fino a trovare la mia preferita, quella con l\u2019Uomo Ragno e Mary Jane in un bacio indimenticabile. Levai la pellicola di cellophane con cui era custodita e la distesi sul letto. I colori erano ancora accesi e per nulla seccati. Si erano preservati sicuramente grazie alle cure di mia madre che doveva averla lavata di recente perch\u00e9 si era appena sprigionato il profumo inconfondibile del suo ammorbidente segreto per tutto il sottotetto.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ricordavo perfettamente quando l\u2019avevo dipinta dodici anni prima. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Una sera d\u2019estate con un cuore ancora puro e innocente. Ne toccai il tessuto, con le dita sfiorai i contorni del disegno e in un attimo attraversai lo spazio tempo approdando dentro il ricordo di quel lontano momento\u2026<\/span><\/h2>\n<h6 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00a9 &#8211;\u00a0 Sara Tessa &#8211; Tutti i diritti sono riservati. \u00c8 vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Sara Tessa.<\/span><\/h6>\n<p style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\">\n[\/et_pb_text][et_pb_divider _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243;][\/et_pb_divider][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_orientation=&#8221;justified&#8221; custom_margin=&#8221;|5px||5px&#8221; custom_padding=&#8221;0px|||||&#8221; header_font=&#8221;||||||||&#8221;]<\/p>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%; text-align: center;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span size=\"4\">Capitolo 2<\/span><\/strong><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%; text-align: center;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span size=\"4\">Dodici anni prima<br \/> <\/span><\/strong><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\"><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abDove vai?\u00bb, chiede Emily sdraiata sul divano davanti alla televisione.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abVado a disegnare, inizio il progetto estivo per il corso di arte\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abMa la scuola \u00e8 finita da cinque giorni!\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Scrollai le spalle. \u00abMi porto avanti\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Emily, disinteressata, torna a guardare la tv. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Dal secondo semestre frequento il corso extra-scolastico d\u2019arte del professor Fillebrown e lo faccio per passione non per dovere o aggiungere crediti scolastici. Mi sono iscritta prevalentemente per lui perch\u00e9 \u00e8 un genio, secondo me, un vero outsider dell\u2019arte che in passato ha avuto un discreto successo di critica a New York e soprattutto perch\u00e9 \u00e8 un figo da paura. Me lo ha chiesto lui di iscrivermi dopo aver visto i miei disegni alla mostra di beneficenza organizzata dalla Parrocchia. Dice che ho talento, ma io non ne sono sicura. I quadri esposti erano dipinti con colori ad olio e io sono una fan della pittura classica, tipo acquarello o roba del genere. Prediligo i semplici pennarelli. Classici pennarelli al Pantone. A Natale ho ricevuto un kit di centocinquanta gradazioni. Una favola di regalo. Ho uno stile tutto mio nel disegno, un po\u2019 caricaturale, ma sono eccezionale, e lo dico vantandomi, nel colorare e nelle sfumature. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Il progetto estivo da presentare in autunno \u00e8 un paesaggio. Non mi piace molto l\u2019idea, ma devo farlo, sono costretta ad imparare la tecnica classica per poter consolidare la cassetta degli attrezzi, cos\u00ec dice Fillebrown. Un po\u2019 come imparare la grammatica per saper scrivere, anche se\u2026 penso che lo stile viaggi fuori dalle regole. Solo lasciandosi liberi di sperimentare \u00e8 possibile sviluppare davvero la propria espressione. Non a caso i veri artisti sono quelli ad aver usato il proprio ingenio e non tanto rigide tecniche per innovarsi. Questo \u00e8 il mio parere, ma sono diligente, e seguo il precetto del professor e per il momento riproduco la natura. Dice che canalizzare il fuori sulla carta ci aiuter\u00e0 a risvegliare il contatto con la bellezza e cogliere le verit\u00e0 nascoste. E\u2019 anche un filosofo Fillebrown e a me piace perch\u00e9 \u00e8 l\u2019insegnante pi\u00f9 moderno del clan del corpo docenti di Shady Cove. Oggi vado a fare uno scorcio del fiume, dove so per certo trover\u00f2 una prospettiva perfetta.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">La puzza che mi avvolge appena entro in cucina \u00e8 di mio fratello Jack. E\u2019 insieme a Andrew, l\u2019altro mio fratello e sono seduti al tavolo a scrivere qualcosa su un foglio. Getto un\u2019occhiata e leggo delle parole sconclusionate. Di recente hanno formato una rock band e trascorrono il pomeriggio a suonare nel capanno del passatempo di pap\u00e0. Sono in tre al momento. Jack alla batteria, Andrew al sintonizzatore e Rey, un loro amico, alla chitarra. Hanno messo un annuncio per un cantante, ma non si \u00e8 presentato ancora nessuno. Frattanto si portano avanti scrivendo testi ridicoli di amori che non hanno.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abPuzzi!\u00bb, dico a Jack buttando sul tavolo la confezione di pane, formaggio e tacchino.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abFottiti!\u00bb, ringhia. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abGuarda che se torna pap\u00e0 e sente questa puzza ti butta nel fiume\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abChe problemi hai Abigal? E\u2019 odore di maschio\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abNon penso proprio, Andrew non puzza come te\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abE\u2019 la batteria a farmi sudare, non \u00e8 facile\u00bb, dice scontroso.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abLo capisco, ma se la suoni con la felpa \u00e8 ovvio che sudi, mettiti una canottiera\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abAbigal hai finito, neanche mamma \u00e8 cos\u00ec rompicoglioni\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Io e Andrew ci sorridiamo a vicenda. Mi diverto a dar fastidio a mio fratello Jack. Non so perch\u00e9, ma adoro vederlo arrabbiarsi. E\u2019 uno che reagisce d\u2019impulso e si mette subito sulla difensiva. E\u2019 del segno del Leone e come si dice, ti mangia in un sol boccone. E\u2019 il pi\u00f9 grande di noi anche se nessuno pu\u00f2 dirsi pi\u00f9 adulto dell\u2019altro. Abbiamo una differenza di et\u00e0 di un anno ciascuno. Jack ha sedici anni, poi c\u2019\u00e8 Andrew, io di quattordici e Emily di dodici e mezzo. Venuti al mondo uno dietro l\u2019altro. Un desiderio dei miei genitori avere tanti figli coetanei. Gli piaceva l\u2019idea che ci saremmo presi cura l\u2019uno dell\u2019altro e infatti era proprio cos\u00ec, sapevamo stare soli tra di noi. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abVolete un sandwich?\u00bb, chiedo pur sapendo la risposta.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Annuiscono tutti e due senza alzare gli occhi dal foglio.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abEmily vuoi un sandwich?\u00bb, urlo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abNo, mi porti una mela per favore!?\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Preparo i panini al tacchino e formaggio per tre, e uno lo infilo nello zaino insieme a una banana. Getto nelle fauci di Diesel una fetta di tacchino e porto una mela a mia sorella. Fatto il dovere di vice-mamma sono fuori dalla porta di casa. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCiao dove vai?\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Il cuore tonfa a terra. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ho davanti Rey sorridente e con quell\u2019aria gentile e introversa che lo rende fin troppo interessante. Deve essere venuto a suonare. Un rigolo di sudore parte dal collo e attraversa la schiena. Ho un problema con lui. Io non riesco a parlargli. Se dico \u00abciao\u00bb, parte la ola.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">E\u2019 soggezione, ma non ne capisco il motivo. Parlare con lui significa sudare e in questo esatto momento sento la maglietta appiccicarsi sulla schiena senza aver ancora risposto alla domanda.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abFiume vado, sono fratelli cucina\u00bb, rispondo pi\u00f9 o meno. Il senso \u00e8 chiaro. Conto alla rovescia da cinque a ritroso, e all\u2019ultimo secondo prendo il via verso il fiume. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCiao\u00bb, dico allontanandomi senza pi\u00f9 degnarlo di uno sguardo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Non ha nulla di speciale Rey, ben inteso \u00e8 carino, niente in contrario, a scuola ha il suo seguito di occhi desiderosi, ma non mi interessa, non in quel senso, \u00e8 amico dei miei fratelli e sicuramente fa schifo come loro dietro l\u2019apparenza da bravo ragazzo. Resta il fatto che per\u00f2 a me agita e scombussola parecchio. Sono un po\u2019 scocciata che si sia unito alla band perch\u00e9 ogni giorno mi trovo nella condizione di stupida balbuziente a casa mia. Il mio territorio.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Cammino lungo la sponda del fiume e vago con gli occhi in cerca di una buona veduta finch\u00e9, dopo una quarantina di minuti, giungo ad una insenatura che sembra perfetta per il disegno che ho in mente. Dopo un\u2019attenta analisi della prospettiva mi siedo a terra sotto ad una grande quercia a gambe incrociate e dallo zaino recupero l\u2019album da disegno insieme all\u2019astuccio delle matite che dispongo una a una davanti ai miei piedi. Non mi piacciono le matite, ma devo prenderne dimestichezza. Imparare anche a sfumare.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ho notato che disegno meglio quando ascolto la musica perch\u00e9 il tratto risulta pi\u00f9 leggero. Sono meno concentrata nella tecnica, ma pi\u00f9 sull\u2019emotivit\u00e0 del gesto e la mano viaggia da sola. Non c\u2019\u00e8 sforzo se la musica mi avvolge. Per realizzare questo particolare disegno scelgo dalla playlist una generica stazione Essentil Indie.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Il primo brano \u00e8 dei Mazzy Star che accolgo come segno del destino. Li adoro, e adoro Faide into you che seleziono come motivo a ripetizione per fare il primo bozzetto. E\u2019 perfetta per accompagnarmi nel paesaggio nostalgico e malinconico che intendo rappresentare. Mi immergo nella musica e nel tratto della matita e piano piano il tempo sembra rallentare e perdere ogni significato. Sono nel mio universo, estraniata, lontana, isolata, come un buddhista in cima al monte sprofondato nel contatto di s\u00e9, io sono altrettanto persa in trame infinite e luoghi incontaminati. Questa \u00e8 l\u2019arte. Estraniarsi dal mondo e crearne uno tutto nuovo. Ci voglio vivere dentro, qui sono io l\u2019architetto, il creatore. Scelgo, voglio, realizzo, cancello, riprendo e dirigo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Lo schizzo iniziale ha ormai preso forma, inizio ad ombreggiare per accentuarlo e mentre la sfumatura prende vita penso che disegnare \u00e8 quello che voglio fare per il resto della vita. Illustrare la bellezza intorno a me e riprodurla su un foglio di carta. Ha ragione il professor Fillebrown. Ritrarre \u00e8 un mezzo, un canale espressivo, e amplia la prospettiva delle emozioni. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Non so quanto tempo \u00e8 trascorso, parecchio, perch\u00e9 la luce \u00e8 cambiata. Seguo il tratteggio tra il foglio e il panorama che la natura mi rimanda alternando lo sguardo dall\u2019uno all\u2019altro fino a che il viso di Rey appare nella prospettiva. E\u2019 a dieci centimetri dal mio ed \u00e8 piegato sulle ginocchia.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Sono talmente assorta da non capire subito se \u00e8 davvero reale il suo viso quello davanti ai miei occhi o meno. Mi levo una cuffia incerta e sbatto le palpebre un paio di volte come volessi accendere la luce sul mondo vero.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abTe l\u2019hanno detto che non si ascolta la musica quando si gira per i boschi?\u00bb, chiede con aria preoccupata o cos\u00ec sembra, \u00abDovresti stare attenta, potrebbero esserci degli orsi in giro\u00bb.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abDisegno!\u00bb, argomento al meglio delle mie possibilit\u00e0 anche se vorrei sottolineare che gli orsi non sono certo in questa zona, ma se ne stanno pi\u00f9 a est verso il monte McLoughlin dove il torrente gli offre cibo a volont\u00e0. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abCosa ascolti?\u00bb, chiede afferrando l\u2019auricolare libera portandosela al suo orecchio.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><em><span size=\"4\">Fade into you<br \/> Strange you never knew<br \/> Fade into you<br \/> I think it&#8217;s strange you never knew<\/span><\/em><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Sono completamente paralizzata e incantata dalle sue labbra. Potrei replicarle in un disegno anche senza bisogno di vederle per quanto si sono appena scolpite nel cervello o nell\u2019animo come si legge in certi libri. Ho la certezza che per il resto della vita cercher\u00f2 per sempre e solo queste labbra. Ed \u00e8 tutto chiaro da dove origina il mio disagio con lui. La chiamano chimica. Ne ho sentito parlare nelle chiacchiere di scuola. E\u2019 una reazione dell\u2019olfatto. Lui non puzza come mio fratello, il suo odore \u00e8 buono. Lo avverto perch\u00e9 \u00e8 fin troppo vicino. Ha un profumo per niente inedito, evoca qualcosa nel buio della mente. Avete presente quando si dice qualcosa dentro di s\u00e9 per dire che c\u2019\u00e8 qualcosa che ti appartiene e conosci per ragioni oltre la logica? Ecco, il suo odore per me \u00e8 cos\u00ec, qualcosa che sa di casa. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">La distanza \u00e8 tanto minima che un\u2019audacia improvvisa in me disintegra i dieci centimetri a separarmi dalle sue labbra carnose. Ho spinto la mia bocca contro la sua e lui ha risposto afferrando la testa e assaggiandomi in un bacio delicato. Ho socchiuso le labbra e la sua lingua le ha attraversate trovando la mia. Il tocco \u00e8 da vertigine e mi sento precipitare come la matita che \u00e8 appena caduta dalle mie mani. E\u2019 un bacio breve, ma intenso. Il primo della mia vita. Intontita dal mancamento riapro gli occhi e il viso di Rey non \u00e8 pi\u00f9 davanti al mio. Alzo la testa e lo vedo in piedi con aria incerta o forse pi\u00f9 angustiata. Non lo so, non capisco, e sento l\u2019imbarazzo cascarmi addosso. Abbasso lo sguardo alle mie matite, sono troppo turbata dalla mia improvvisa temerariet\u00e0 e vorrei sotterrarmi. Cosa mi ha spinto a dargli un bacio? Ho il cuore in gola per lo sgomento di me, ma poi Rey si piega di nuovo sulle ginocchia e le sue labbra tornano alle mie. Un bacio pi\u00f9 lungo questa volta. Siamo come due pesci pulitori appiccicati uno all\u2019altro. Ho la faccia impiastricciata delle nostre salive. Rey mi spinge a terra stendendosi sopra di me. Struscia sui fianchi con il bacino. Non sono sprovveduta, i video porno con due fratelli sono all\u2019ordine del giorno in casa Foreman come la puzza del loro testosterone che aleggia nelle loro camere. Sento il suo pene gonfio e duro. Sta per accadere, penso, mentre la sua mano si avventura sotto la maglietta e afferra un seno forte quasi a strizzarlo. Mi bacia il collo e i brividi sono corrente elettrica. Le mie mani non sanno dove andare, e gli volano addosso frenetiche per abbracciarlo e alzargli la maglietta. Rey se la toglie e io levo la mia e la nostra pelle si tocca. E\u2019 calda e liscia la sua e la mia credo faccia scintille perch\u00e9 ho la pelle d\u2019oca. Abbassa lo coppa del reggiseno e succhia un capezzolo mentre si sbottona i pantaloni. Sono eccitata e travolta da tutte le sensazioni che fibrillano la pelle e la mente. E non so dargli un nome per quanto nuove. Sono baci convulsi i nostri, bagnati, di scontri dentali ma pieni delle nostre lingue che cercano di prendere confidenza tra loro. Rey abbassa la zip dei miei pantaloncini, si inginocchia tra le mie gambe e li fa scivolare fino a sfilarmeli del tutto. Prende tra le dita l\u2019elastico ai bordi delle mutandine e prima di abbassarli mi bacia il ventre e appoggia la fronte sopra. E tutto \u00e8 fermo. Io sono ferma, lui anche. Solo respiri profondi, l\u2019acqua del fiume, il fruscio delle fronde, e parlottio di uccelli.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abPosso?\u00bb, sussurra.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Infilo le dita a mani piene tra i suoi capelli e sollevo la sua testa affinch\u00e9 possa vederlo negli occhi. E sono occhi sinceri in cui mi perdo.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00abS\u00ec\u00bb, rispondo e il respiro si appiattisce appena le dita spostano l\u2019elastico degli slip. Chiudo gli occhi. Ho la bocca asciutta per quanto il respiro \u00e8 affannato e spaventato ed eccitato e non so pi\u00f9 che pensare se non che un ragazzo mi sta togliendo le mutandine alla luce del sole. Ho il cuore che vuole uscire dal corpo. Fuggire dal vortice di emozioni cos\u00ec nuove. Ci sono mille pensieri che si accavallano e ne sono tramortita.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Sento le brezza dell\u2019aria tra le cosce e poi la sua mano appoggiarsi sopra. Sono umida. Un\u2019invasione improvvisa di un dito mi fa inarcare la schiena e non riesco a trattenere un gemito. Mi confonde sentirlo, \u00e8 un suono intimo del tutto nuovo. Non capisco neppure se \u00e8 davvero mio.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Rey si stende sopra di me e lo accolgo divaricando le gambe. Ci baciamo quasi a mangiarci. Le labbra umide, ormai gonfie per come si cercano e si mordono, denti siamo tutti e due assorbiti dalla confusione che aumenta come l\u2019agitazione.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Avverto la punta del suo pene cercare la breccia alla regione pi\u00f9 intima di me. Deve averla trovata, percepisco la pressione contro la natura del mio imene. Lento si fa spazio, ed \u00e8 pressante, invadente, non lascia scampo, ma allo stesso tempo \u00e8 gentile nel suo modo di accomodarsi. Sono sovrastata dal suo corpo e da tutto. Lo abbraccio e guardo le fronde degli alberi sopra le nostre teste. Di nuovo spinge un poco di pi\u00f9, fino ad arrivare in fondo con una unica spinta finale. Un pizzicore e un calore liquido mi cola tra le gambe.<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 resistenza a contrastarci. Rey diventa pi\u00f9 impellente e il respiro pi\u00f9 affannato di ansimi e gemiti rochi che vanno di pari passo con i miei incontrollabili. Caschiamo dentro i nostri occhi, fronte a fronte rubandoci i soffi dei nostri aliti. Le spinte, pi\u00f9 esigenti, le accolgo muovendo il bacino con lui. E\u2019 tutto naturale, viene spontaneo ed \u00e8 strano che lo sia. Nessuno te lo insegna veramente. Lo studi, lo guardi in internet, ma poi tutto si riduce ad un fenomeno primordiale. E\u2019 innato in noi come il respirare, il battere del cuore, il piangere. Anche il sesso lo \u00e8. Gli ansimi di Rey diventano pi\u00f9 rauchi e profondi come altrettanto i miei a confondermi per quanto incontrollabili. All\u2019improvviso scivola fuori da me lasciandomi con il respiro spezzato e un piacere dissolto sul pi\u00f9 bello. E il cielo \u00e8 roseo mentre lui si accascia accanto. Mi bacia il collo e carezza la guancia mentre guardo i suoi occhi tanto vicini da vederci dentro altri universi. Lo abbraccio contenta di essermi tolta un cruccio tra l\u2019oggi e il domani in un giorno d\u2019estate accanto al Rogue con un ragazzo carino e gentile senza aver capito fino in fondo cosa sia successo davvero e cosa mi abbia spinto a fare quello che ho appena fatto. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Perdere la verginit\u00e0 sulla sponda di un fiume. <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 115%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">Ma ne sono felice&#8230; <\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\"><\/span><\/p>\n<h6 style=\"margin-bottom: 0in; line-height: 100%;\"><span style=\"font-size: large;\" size=\"4\">\u00a9 &#8211;\u00a0 Sara Tessa &#8211; Tutti i diritti sono riservati. \u00c8 vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Sara Tessa.<\/span><\/h6>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; text_font=&#8221;Open Sans||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;30px&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">INCIPIT<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/punch-2747282_1920.jpg&#8221; url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/&#8221; align_tablet=&#8221;center&#8221; align_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; _builder_version=&#8221;3.23&#8243;]&nbsp;<br \/>\n[\/et_pb_image][et_pb_tabs _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/la-mente-in-fuga\/&#8221; saved_tabs=&#8221;all&#8221;][et_pb_tab title=&#8221;La mente in fuga&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; body_font=&#8221;||||||||&#8221; tab_font=&#8221;||||||||&#8221; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/la-mente-in-fuga\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2307\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/fasion-14-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/fasion-14-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/fasion-14.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Cogli la mela&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/cogli-la-mela\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26036 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-610x407.jpg 610w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Un pensiero magico&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/un-pensiero-magico\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26051 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-768x597.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-1024x796.jpg 1024w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-1080x839.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-610x474.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Nella zucca dei libri&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/nella-zucca-dei-libri\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26046 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-1080x1620.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-610x915.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Quello che ti pare&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/quello-che-ti-pare\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2873 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-300x113.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-300x113.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-768x288.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-1024x384.jpg 1024w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-1080x405.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-610x229.jpg 610w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061.jpg 1980w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Amore in salsa porno&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/amore-in-salsa-porno\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26030 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/doppiame-265x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/doppiame-265x300.jpg 265w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/doppiame-768x870.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/doppiame-904x1024.jpg 904w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/doppiame-1080x1223.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/doppiame-610x691.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Forse Forse&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/forse-forse\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1907 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/img_15-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/img_15-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/img_15-768x553.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/img_15.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][\/et_pb_tabs][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; 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Ancora con la cintura di sicurezza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2538,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[],"class_list":["post-27576","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-incipit"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/rose-petals-and-woman-silhouette-digital-art-hd-wallpaper-68807.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27576"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27576\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27593,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27576\/revisions\/27593"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2538"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}