{"id":27613,"date":"2019-09-11T13:13:42","date_gmt":"2019-09-11T11:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/?p=27613"},"modified":"2019-09-12T09:09:54","modified_gmt":"2019-09-12T07:09:54","slug":"linconsueto-straordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saratessa.com\/index.php\/incipit\/linconsueto-straordinario\/","title":{"rendered":"Inconsueto"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.22.3&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243;][et_pb_code _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243;]<iframe loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"280\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\" src=\"https:\/\/embed.wattpad.com\/story\/200082556\" ><\/iframe>[\/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_text_align=&#8221;justify&#8221; text_orientation=&#8221;justified&#8221; custom_margin=&#8221;|5px||5px&#8221;]<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\">Aiuto si parte!<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\"><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">&#8220;Hai preso tutto?&#8221;, chiede Milvia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">&#8220;S\u00ec, tutto&#8221;, rispondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">L&#8217;arzilla vecchietta che mi ha appena offerto un caff\u00e8 \u00e8 la mia vicina di casa, un&#8217;ultraottantenne che indossa i suoi anni con eleganza e garbo. La sua mente \u00e8 tanto vispa da far invidia ad una ventenne. Ha insegnato per quarant&#8217;ann al liceo Parini di Milano utilizzando i brani del\u00a0Boss\u00a0e dei\u00a0Pink Floyd\u00a0inoculando oltre a perle di saggezza anche una dose massiccia di inglese. Sarebbe stata l&#8217;insegnante ideale per me, sono certa che il mio inglese ne avrebbe beneficiato. E&#8217; un&#8217;evoluta, una che si distingue, una che ami solo a guardarla. Un&#8217;anima antica e rara e mi conosce da quando ho sei mesi, come gli altrettanti abitanti del condominio in cui vivo, anzi dove praticamente sono cresciuta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Appoggio le chiavi di casa sul tavolo della sua cucina. E&#8217; mia abitudine lasciarle sempre un mazzo di scorta per ogni evenienza, io le sue le ho gi\u00e0 da qualche anno.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Sono in procinto di partire per i consueti venti giorni di ferie agostiane. Di regola, dovrei esserne felice, ma non \u00e8 cos\u00ec. Vado da mia madre a Roquebrune Cap Martin, nella faraonica villa di mio fratello Andrea affacciata sulla baia di Montecarlo. Vivono insieme, o meglio, lei soggiorna in una dependance nell&#8217;immenso giardino padronale. Ha l&#8217;alzheimer, conclamato e solo grazie alle risorse finanziarie di mio fratello pu\u00f2 guardare il mare dalla sua poltrona tutto il giorno senza preoccuparsi del resto della sua vita. Se non ci fosse stato lui cinque anni fa&#8217; non so davvero che cosa ne sarebbe stato di lei e di me. Quando mi chiedono come sta mia madre rispondo solo: &#8220;Vive in un giardino&#8221;. Ed \u00e8 vero. Un eden alla vista e anche nella sua mente ormai regredita a una vita parallela, dove la sua vera famiglia non esiste pi\u00f9.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Andrea \u00e8 partito per un viaggio in Messico insieme a Sara, la sua seconda moglie. Per venti giorni presidier\u00f2 il promontorio monegasco. L&#8217;unico beneficio di queste ferie, imprigionata in una villa da fantamilionari, \u00e8 che avr\u00f2 il mare di fronte agli occhi in ogni dove, una piscina da sogno, un giardino all&#8217;italiana, una palestra accessoriata, cantina dei vini grande quanto la mia camera da letto e servit\u00f9 a prepararmi manicaretti di ogni genere. Bello, tutto molto bello, peccato che io sia l&#8217;antitesi di mio fratello. Siamo diversi e simili, e dalla caparbiet\u00e0 contrapposta. Io preferisco il campeggio, il trekking, una spiaggia di sabbia anche accalcata e panini imbottiti di modestia e povert\u00e0 al lusso che invece ha scelto di volere lui e che ha ottenuto con tutto se stesso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">&#8220;Saluta tanto la mamma e dalle un bacio da parte mia, si ricorda di me vero?&#8221;, chiede Milvia sulla porta dell&#8217;ascensore, con la sua voce inconfondibile da fumatrice seriale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">&#8220;S\u00ec, ricorda tutti i vicini di casa tranne dei suoi due figli&#8221;, rispondo dandole un bacio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Milvia sospira e colgo in lei la solita solidariet\u00e0 compassionevole. Le voglio bene. Davvero. E&#8217; una vicina di casa amorevole e soprattutto poco impicciona.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Prima di mettere in moto l&#8217;auto spunto la lista mentale delle cose messe in valigia. Sono sicura di aver dimenticato qualcosa, ne sono quasi certa, e talmente tanto che non mi viene in mente nulla di specifico. Lo scoprir\u00f2 a cento chilometri da casa, come sempre. L&#8217;importante per\u00f2, come dice Federica, la mia migliore amica, \u00e8 avere sempre mutande a volont\u00e0, tampax, strisce depilatorie e un rossetto, il resto lo si pu\u00f2 recuperare facilmente nel peggior negozio cinese del mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Il traffico in autostrada diventa pi\u00f9 scorrevole una volta presa la biforcazione per Ventimiglia. Radio Freccia e pensieri a galopparmi in testa e tra questi uno perpetuo che si ripropone ogni dieci.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Non ho pi\u00f9 saputo nulla di lui, niente di niente. Potrebbe essere morto e nessuno avrebbe il coraggio di dirmelo, oppure potrebbe avere avuto un figlio ormai di qualche mese e altrettanto nessuno me lo direbbe. Perch\u00e9 \u00e8 meglio cos\u00ec. Io non l&#8217;ho pi\u00f9 cercato, lui nemmeno, ma resta il fatto che lo penso ancora. Ho stabilito il contatto zero che significa sforzarsi di non cadere nella trappola social, e obbedisco al diktat della mia anima. Non spio, non cerco, e banno ogni sentimento. Federica dice che \u00e8 ora di trovarmene un&#8217;altro, il famoso chiodo scaccia chiodo, ma \u00e8 una cazzata. L&#8217;ho gi\u00e0 fatto prima che lei mi desse il sommo consiglio di chi non sa cosa dire davanti ad un&#8217;amore finito e un&#8217;ossessione che non scema.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Sono uscita con uno, anzi tre per la verit\u00e0, ma ho deciso di chiudere la faccenda uomini al quarto appuntamento. Ho un lanternino molto piccolo che sembra attirare tutto ci\u00f2 che \u00e8 piccolo. Cervelli piccoli e corrispettivi peni delle medesime dimensioni. Proprio piccoli. Piccoli tappi irsuti, ma tappi. Ne ho accettati due, nella speranza che fossero un chiodo sufficiente, ma al terzo non me la sono sentita e gli ho offerto un fellazio, rendendogli il favore di avermi fatto venire di lingua. Invece con il quarto, nonostante mi avesse inviato la foto del suo pisello, mi era bastato stringere la mano e vedere un buco nero tra i denti per accusare un mal di testa lancinante e tornarmene a casa. Ho cancellato il mio account dall&#8217;applicazione nota per la ricerca dell&#8217;anima gemella disinteressandomi completamente al genere maschile.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Sono sfigata, ormai \u00e8 conclamato. Conosco persone che fanno sesso come se non ci fosse un domani, di qua e di l\u00e0. Tutte belle fighe, o bei fighi. Forse mentono, oppure hanno un&#8217;energia da acchiappa sesso, che io no ho. Devo avere un problema karmico. I fighi non mi cagano, i normali s\u00ec, e per\u00f2 spesso, come ho gi\u00e0 scritto, mi sorprendono sempre per la pochezza mentale e fisica. Sempre Federica dice che a volte pecco di superbia. Sar\u00e0 vero, ma non credo. Non ho dei pregiudizi, e forse \u00e8 questo il problema. Sono una credulona e ho un basso senso dell&#8217;autostima. Comunque, come dicevo,\u00a0 ho abbandonato definitivamente l&#8217;idea di trovare qualcuno da quando nella mia vita \u00e8 entrato\u00a0Lelo. Il vibratore sonico per eccellenza, un vero amico oserei affermare. E&#8217; nella pochette in valigia. Viene con me, per farmi venire e di lui non me ne sono dimenticata. Un gioiello sessuale con il quale raggiungo l&#8217;orgasmo che un uomo non sar\u00e0 mai in grado di darmi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Durante il viaggio sono solita fermarmi sempre nello stesso autogrill, quello subito dopo l&#8217;uscita di San Bartolomeo al Mare. Il parcheggio \u00e8 comodo, i bagni puliti e il locale ha una buona selezione di focacce e panini all&#8217;occorrenza. Una pip\u00ec, un caff\u00e8 dopo, uno sguardo vago al paesaggio, varie occhiate da parte di camionisti abilmente schivate e riparto alla volta della Francia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Gli ultimi chilometri dell&#8217;autostrada prima della frontiera sono quelli che preferisco, il traffico \u00e8 ormai scemato di uscita in uscita. Al casello so che ormai sono in dirittura d&#8217;arrivo. Poco meno di quindici minuti e sar\u00f2 al capezzale di mia madre. Non sono mai felice di vederla. Mai provato gioia, ma sempre e solo quella fottuta frustrazione nel doverle stare vicino mostrando un sorriso benevolo quando nel profondo avrei voluto solo che non fosse lei, mia madre.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Non la amo, non so nemmeno cosa dovrei provare per lei. Pu\u00f2 sembrare una cattiveria, ma non \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 la verit\u00e0 pi\u00f9 vera. Il mio amore, se proprio devo chiamarlo cos\u00ec fatto di compassione scoraggiata. Sono cresciuta guardando le altri madri e le mie amiche chiedendomi sempre che relazione ci fosse realmente fra loro. Come dovrebbe essere l&#8217;amore tra figlia e madre? Io non lo so. Non lo conosco quel sentimento. Tutto ci\u00f2 che provo nei suoi confronti \u00e8 ormai insofferenza. Non mi ha dato nulla, lei, se non paure, delirio, e insicurezza a causa della sua schizofrenia che ha accompagnato la mia crescita da che sono venuta al mondo. Una forma di depressione post-partum degenerata in psicosi con manie persecutorie. Sono cresciuta osservando la sua follia in un angolo della stanza insieme a mio fratello, ma pi\u00f9 grande di me di dieci anni, lui ne \u00e8 rimasto meno paralizzato ma comunque colpito anche lui nell&#8217;anima.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Non sono mai bastati i farmaci a fermare le allucinazioni, solo l&#8217;alzheimer ha tolto di mezzo le psicosi rendendola serena nel nuovo mondo che ha creato nella sua testa. Dice che non ha figli e che suo marito \u00e8 un dottore di Roma, un certo Ottavio. Non ho idea se sia fantasia o semplicemente ci\u00f2 che avrebbe voluto dalla vita. Mi chiedo anche se questo dottore di Roma sia mai esistito. Forse un amore mai sopito, un&#8217;ossessione che le \u00e8 rimasta dentro nonostante poi abbia sposato mio padre e fatto due figli. Non ho idea.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">L&#8217;alzheimer, per quanto abbia messo fine ai deliri, rendendo me e mio fratello in parte pi\u00f9 sereni, ci ha tolto l&#8217;unica speranza che un giorno potesse svegliarsi dal suo incubo peggiore e rivolgerci finalmente un vero sguardo d&#8217;amore condita da un sorriso tutto per noi. Ma no, non accadr\u00e0 mai, e io sopporto a modo mio ingoiando i rospi, mentre mio fratello lo fa&#8217; nel modo che conosce meglio. Delegando per mezzo dei soldi ad altri le cure per sedarla. E anche se ora sono adulta e quei sentimenti di terrore e odio in parte li ho interiorizzati resta una sola sensazione: la noia. Noia che ci sia ancora, noia che debba continuare a recitare con un sorriso. Noia che il mio nodo biografico sia ancora l\u00ec ogni volta che mi specchio nei suoi occhi e penso che forse chiss\u00e0 un giorno anche io potrei uscire di testa come lei. Devo sempre fare un sforzo per trovare di nuovo il baricentro e distaccarmi dalla sua influenza. E so fin da adesso, mentre sto imboccando l&#8217;uscita per Montecarlo che tra esattamente venti giorni torner\u00f2 a Milano provata emotivamente e una narcolessia a far piazza pulita dell&#8217;insofferenza delle mie ferie.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Quando raggiungo la villa, Liliana, la badante di mia madre, mi fa accedere al parcheggio interno. Sistemo la mia piccola Yaris tra le Porsche e la Ferrari nera e faccio attenzione ad aprire lo sportello. Le auto accanto sono splendidamente lucide, la mia invece ha il segno di un paio di merdate di piccione milanese. Poco importa, sono certa che Otis, il domestico di casa, si preoccuper\u00e0 di farmela lavare al pi\u00f9 presto e, con ogni probabilit\u00e0, la sposter\u00e0 nel luogo consono ad un&#8217;utilitaria dei poveri, ovvero nel retro e nascosta alla vista.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Ci sono tre gradini davanti ai miei piedi. Li faccio uno a uno mentre le spalle cedono gi\u00e0 alla pesantezza che mi aspetta dietro la porta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span face=\"Times New Roman, serif\" style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span size=\"3\" style=\"font-size: medium;\">Ce la posso fare, ripeto a me stessa, ce la posso fare mentre sorrido a Liliana e vedo il volto del mio tormento affiorare dietro di lei.<\/span><\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_divider _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243;][\/et_pb_divider][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.23.3&#8243; text_font=&#8221;||||||||&#8221; header_font=&#8221;||||||||&#8221; text_orientation=&#8221;justified&#8221; custom_margin=&#8221;|5px||5px&#8221; custom_padding=&#8221;0px|||||&#8221;]<\/p>\n<p data-p-id=\"27aba8cc05f12327d413f8bbe5d55017\" style=\"text-align: center;\"><strong>Chi sei?<\/strong><\/p>\n<p data-p-id=\"27aba8cc05f12327d413f8bbe5d55017\">\n<p data-p-id=\"27aba8cc05f12327d413f8bbe5d55017\">&#8220;Guarda Laura \u00e8 venuta a trovarti Giulia, tua figlia&#8221;, dice Liliana chinandosi su mia madre il cui sguardo vago \u00e8 puntato alla televisione dove immancabile su Rai Uno trasmettono una replica di Don Matteo.<\/p>\n<p data-p-id=\"72bdceb35117e0f46a8fc33d41dfb308\">&#8220;Ciao mamma&#8221;, dico avvicinandomi.<\/p>\n<p data-p-id=\"4938464a7835324f77da5bdf43189df8\">Mia madre strizza gli occhi e sbatte le palpebre donandomi poi un gran sorriso, che ormai regala a tutti indistintamente che sia l&#8217;addetto alla derattizzazione del giardino o il milionario di passaggio a far visita a mio fratello.<\/p>\n<p data-p-id=\"24019777151c23ce37580925c5741436\">&#8220;Buongiorno \u00e8 qui per farmi la manicure?&#8221;, chiede allungando la sua mano gelida. Con la vecchiaia la pelle delle sue mani si \u00e8 fatta spessa come la cotenna di un maiale.<\/p>\n<p data-p-id=\"1d71415d12c296206b93b2b3fe98af78\">Annuisco e sorrido a lei e a Liliana accanto. &#8220;S\u00ec Laura, sono venuta da Milano, che smalto vuoi mettere oggi?&#8221;, le dico sedendomi su un piccolo puff accanto alla sua poltrona.<\/p>\n<p data-p-id=\"51a6558beb503d22eb7f419f40cf2789\">Lilliana capisce al volo l&#8217;antifona e recupera dal bagno due flaconcini di smalto. Oggi, stamani, e forse anche nel pomeriggio per mia madre sar\u00f2 l&#8217;estetista. Stasera chiss\u00e0?<\/p>\n<p data-p-id=\"cc0bb0c8020fe60bdb29019a8b5e4d1d\">&#8220;Quello rosso o vuoi ancora il color albicocca?&#8221;. dico mostrandole i colori.<\/p>\n<p data-p-id=\"18cd9e44278e9b973122cce75f9eee64\">&#8220;Voglio lo smalto rosso, stasera esco a cena&#8221;, dice.<\/p>\n<p data-p-id=\"fecacb802a3b53f6fcd194975f5561ba\">&#8220;Ohil\u00e0!&#8221;, dico sorpresa mentre Liliana adagia su un tavolino acetone e armamentario vario per la manicure. &#8220;Ci mettiamo in ghingheri allora, Laura?&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"08416524b11ccc249fed202b5cfcd9a3\">Sorride come una ragazzina e abbassa gli occhi come se provasse imbarazzo.<\/p>\n<p data-p-id=\"1b14e5300035efb18de51bc1e610cda0\">&#8220;Stasera mio marito mi porta fuori a cena&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"de402f693d573b06993dd98e4f1aae3f\">&#8220;Che bello!&#8221;, esclama Liliana che finalmente si \u00e8 seduta sul divano accanto prendendosi una meritata pausa. E&#8217; di origine ceca, ma posso affermare che \u00e8 pi\u00f9 italiana di altre in circolazione. Vive nel nostro Bel Paese da venticinque anni. Da quando un&#8217;estate in vacanza ha conosciuto un bel ragazzo calabrese per cui ha lasciato la sua casa nel nord. Da sette anni vive invece ad Arma di Taggia, da sola, il bel ragazzo calabrese \u00e8 rimasto al paese convolando a nozze con una di quindici anni meno.<\/p>\n<p data-p-id=\"41c1321eecd10480e7e3d351a2a74a28\">Lilliana \u00e8 una bellissima donna, vivace e che non si \u00e8 arresa e non si arrende ancora alle prove della vita. Nel fondo del suo cuore \u00e8 sempre speranzosa di trovare un amore giusto, ma allo stesso tempo quel cuore \u00e8 talmente disilluso che non si pone la questione, tuttavia noto i suoi capelli di una colorazione differente e penso che gatta ci cova.<\/p>\n<p data-p-id=\"1c55b8983a4d147153300c72e7d411ff\">&#8220;Dove ti porta tuo marito a cena?&#8221;, chiedo levando con il cotone le tracce del precedente smalto color albicocca.<\/p>\n<p data-p-id=\"bf6cc723852587837e7b32477d7cf4ac\">&#8220;Non lo so, \u00e8 una sorpresa. Ha detto che \u00e8 in riva al mare&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"5b6267c824b3c31a84aea6d7e83f0584\">&#8220;Sar\u00e0 un bel posto, sono sicura che farete una cena a lume di candela&#8221;, dice Liliana sbadigliando.<\/p>\n<p data-p-id=\"031b5b2935bff82712a6ce7f98c17de2\">&#8220;Sicuramente&#8221;, dico.<\/p>\n<p data-p-id=\"8a23608f253382e8f0cb33c1f593c6e0\">&#8220;Lei \u00e8 sposata signorina?&#8221;, chiede mia madre e il mio finto sorriso benevolo casca a terra. Fermo il trattamento per guardarla dritta negli occhi. Non c&#8217;\u00e8 traccia di lei ormai, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 quella cupezza di cui avevo il terrore da bambina. Vorrei dirle che per tutti i miei venticinque anni prima del buio della sua mente non ha fatto altro che ripetermi ogni santo giorno di non sposarmi e di non fare figli. Ogni santissimo giorno le sue mani si sono strette ai miei avambracci, i suoi occhi a dieci centimetri dai miei e quel maledetto monito detto a denti stretti. &#8220;Non sposarti e non avere figli!&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"5510fabd409031f9045c9c788c219cfe\">S\u00ec, questo \u00e8 il mantra mentale che ha accompagnato la mia identit\u00e0. Non credere all&#8217;amore e non procreare. Diffida della vita.<\/p>\n<p data-p-id=\"ad387ba6c1c186f1f2fd3e54108feeb1\">Vaffanculo stronza! Questo invece \u00e8 il pensiero, questo quanto desidero dirle e urlarle in faccia, ma faccio zen, come sempre, da sempre e per sempre. Ingoio il rospo e lascio correre.<\/p>\n<p data-p-id=\"4e99bf3fd520ebcc93e1a5ca28295181\">&#8220;No, Laura, aspetto il principe azzurro&#8221;, rispondo. Con le forbicine elimino alcune pellicine alle sue dita.<\/p>\n<p data-p-id=\"036e0683bd7ae54e3385111059ed9fed\">&#8220;Io l&#8217;ho trovato il principe, lo sa che mio marito Ottavio \u00e8 un rinomato dottore? Lei pensi ha conosciuto anche il Papa&#8221;, dice orgogliosa.<\/p>\n<p data-p-id=\"05d88646e9869cec782e50ff6d112171\">&#8220;Bello!&#8221;, rispondo alzando gli occhi al mobile alle sue spalle dove tra le cornici in argento scovo quella con il volto di mio padre Vasco. Gli sorrido nel nulla ormai lontano da me e socchiudo appena gli occhi. A volte penso a quanto ha retto la situazione con mia madre per me e mio fratello e oggi, nonostante i sacrifici immensi per tenerci insieme e non farci ammattire pure noi, lei nemmeno se lo ricorda pi\u00f9. L&#8217;ironia della sorte si chiama e molto triste a pensarci bene.<\/p>\n<p data-p-id=\"da4dbebf2c28fd4ac59107f5b85d36b2\">Mi affretto e le spalmo lo smalto, voglio allontanarmi. Prendere un respiro. L&#8217;odore di mia madre non mi piace. Mai piaciuto. E starle cos\u00ec vicino me lo sento entrare nelle narici e prendere possesso del mio corpo, di me. Termino veloce e mi alzo.<\/p>\n<p data-p-id=\"64e12876ec8619ab65e6bb414e730ba9\">&#8220;Adesso Laura non ti devi muovere, devi aspettare che lo smalto si asciughi&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"9fbb36697e19aa636560ede3f35ee079\">&#8220;Va bene, grazie signorina. Lei \u00e8 molto carina&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"85a94094fee3d42c33c37ace8f149875\">Grazie, tutta mia madre mi verrebbe da dire, ma faccio finta di nulla. Ancora ingoio e lascio correre, speranzosa che un giorno qualcosa mi renda libera di essere.<\/p>\n<p data-p-id=\"d4bc2dc4f374aecd5260bbe8096740c3\">&#8220;Liliana porto le mie cose in villa, il codice d&#8217;accesso \u00e8 sempre lo stesso?&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"e64f0be39503683a31734424c4198f27\">&#8220;S\u00ec, lo stesso&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"838bea6a7c0cb71aa08633d6967c2e92\">&#8220;Laura, ci vediamo dopo. Vengo a vedere la televisione con te dopo, cos\u00ec ti sistemo anche i piedi&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"a30107464339577f668d07a5e6e7f7f2\">&#8220;Va bene grazie&#8221;, dice con un sorriso.<\/p>\n<p data-p-id=\"a45b5104b494735b8917cd1d0f48ef30\">Quando torner\u00f2 sar\u00f2 un&#8217;altra signorina per la sua testa e va bene, entrer\u00f2 in una nuova sceneggiatura, almeno mi divertir\u00f2 un po&#8217; con Liliana in discorsi senza senso.<\/p>\n<p data-p-id=\"49fb035ffae3942520bf14c7a4868e3c\">Esco dalla dependance e getto uno sguardo al mare e a Montecarlo. C&#8217;\u00e8 un mega barca che spicca di fronte alla baia. La riconosco, ricordo di averne letto su un giornale e costa la bellezza di quattrocentocinquanta milioni di euro. Una barca&#8230; E&#8217; di un russo, e penso che il mondo \u00e8 un luogo distorto e contraddittorio. Quattrocentocinquanta milioni per una barca spesi dal magnate che in quel momento star\u00e0 pranzando a suon di aragosta, equivalgono ai quindicimila euro per una macchina di un uomo medio. La proporzione \u00e8 davvero sconcertante a pensarci. Gli zeri dopo la virgola prima di arrivare al tre percentuale sono davvero troppi. Paraganando i fior di milioni spesi per uno yacht ad uno stipendio comune si potrebbe dire a conti fatti che un&#8217;auto costa cinque centesimi.<\/p>\n<p data-p-id=\"dc0d1fc58789e72989a873b8083de1c8\">Qualcosa mi lecca la caviglia, abbasso lo sguardo e vedo ai miei piedi un micro-cane. Un Jack Russel, per la precisione.<\/p>\n<p data-p-id=\"c24673ad382d124ad9b491aa6dde057e\">&#8220;Chi sei?&#8221;, chiedo piegandomi sulle ginocchia prendendolo in braccio. Mi lecca la faccia e lo allontano un poco per guardarlo meglio. E&#8217; vivace e simpatico come tutti i simili della sua razza. Ha una macchia a contorno dei un occhio.<\/p>\n<p data-p-id=\"79c0e7ced5b723c7cc5554504c28f509\">Non sapevo che mio fratello avesse preso un nuovo cane. Carlotta e Arturo, i due pastori del Bovaro li ho sentiti abbaiare appena sono arrivata, ma sono chiusi nel recinto per non dar fastidio al giardiniere intendo a sistemare alcune aiuole. Faccio qualche passo e vedo una pallina da tennis tra i fili d&#8217;erba tagliati al centimetro. Mi piego rimettendo la bestiola a terra e cerco di prendere la palla, ma i denti aguzzi del cane la inforcano prima che riesca e non ne vogliono sapere di lasciarla andare.<\/p>\n<p data-p-id=\"2155f83a17b575ce7e96eb5bc4ab1f21\">Provo un paio di volte a toglierla dalle sue fauci, poi mi arrendo, e anche lui, intuendo che mi sto scocciando. Tento ancora la presa e di nuovo si avventa su di essa. Cane, penso, sei un cane. Potrebbe fare questo gioco per sempre senza stancarsi. Riesco infine a rubargli la pallina e la lancio lungo il prato. Mentre aspetto che torni a portarmela dalle mie spalle sopraggiunge un acuto profondo emesso da una voce gutturale e maschile che mi fa sobbalzare dallo spavento. Anche il cane si \u00e8 allarmato tanto da arrestare la sua gioia canina a met\u00e0 strada e proseguire chino chino fino a raggiungere i miei piedi.<\/p>\n<p data-p-id=\"b23b9ebf7ebe5315f818f1bd41e83dcc\">Sento ancora quel grido acuto e sono preoccupata, non tanto per me, ma per la bestiola che si \u00e8 stesa a pelle di leopardo sopra le mie scarpe.<\/p>\n<p data-p-id=\"905a6671d98b9729883d9d7462a0cabc\">Mi volto e da oltre la siepe che separa il giardino con quello confinante vedo elevarsi un uomo. Dice qualcosa, ma non lo capisco.<\/p>\n<p data-p-id=\"b553d55e90e089793b6ac51716eb1a01\">&#8220;Non parlo in francese&#8221;, dico in italiano. Qui a Montecarlo sono per la maggioranza italiani e i pochi francesi, anche se fanno finta di nulla, capiscono benissimo la lingua italiana.<\/p>\n<p data-p-id=\"0faf66a76a2e7aa1f87e544f21cf2283\">&#8220;Cane&#8221;, dice in inglese, &#8220;Per favore, il cane&#8221;, dice ancora.<\/p>\n<p data-p-id=\"1ffe2818955edbc08ffa3656bd17056a\">&#8220;Ah&#8221;, bofonchio. Afferro pelle di leopardo che tremolante tra le mie mani subito infila la testa sotto al mio mento. Cristo Santo, mentre mi avvicino alla siepe per consegnargli la bestiola colgo di passo in passo maggiori particolari del tipo, e comprendo il terrore della piccola creatura tra le mie braccia. Non penso sia normale che un uomo riesca a superare una siepe di due metri, ma lui ci riesce e non capisco.<\/p>\n<p data-p-id=\"c3b1821a3e6d459e8b373b7eeca7555d\">In inglese, mentre mi avvicino gli spiego che l&#8217;ho trovato in giardino e pensavo fosse, ma non mi fa finire la frase che apostrofa il nome del cane &#8220;Zezze&#8221;, credo di capire e mi dice senza molte cortesie: &#8220;Dammelo&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"69362ad78fdb4b7da19c25f6c1f60774\">Attraverso le fronde della siepe vedo che \u00e8 in cima ad una scala e mi tranquillizzo. Ha una normale altezza. Alzo il cucciolo che si divincola. Mi dispiace. Se un cane \u00e8 cos\u00ec impaurito non so cosa pensare.<\/p>\n<p data-p-id=\"a41965668bb7bd583c5bdf165f2776b6\">Il tipo si sporge oltre la siepe e vedo solo dei bicipiti e pettorali calarmi addosso. Sono fin troppo sviluppati e completamente ricoperti di tatuaggi. I suoi occhi, di ghiaccio, nemmeno mi sfiorano. L&#8217;espressione inflessibile. Un volto del genere \u00e8 in grado di sorridere a qualcuno che sorride sotto di lui mentre gli restituisce l&#8217;amato cane? Non sembra.<\/p>\n<p data-p-id=\"72bd2cf1680e9e01b5a25c8592f6e807\">&#8220;Tenga&#8221;, dico passandoglielo tra le mani. Noto le nocche e i dorsi tatuati. Una pistola, un coltello, un teschio. Insomma il solito armamentario da tattoo.<\/p>\n<p data-p-id=\"fabaf108ec6f5a13fbcb363c1bf56af5\">Afferrato il cane sparisce senza proferire parola alcuna e\u00a0 tutto finisce cos\u00ec.<\/p>\n<p data-p-id=\"90901186762f0dbe9f4979aec8e8ae77\">Lo sento oltre la vegetazione rimproverare il cane, e intuisco dalla cadenza della lingua che il tipo \u00e8 russo. Negli ultimi anni il Principato di Monaco si \u00e8 riempito di gente dell&#8217;est. Ricchi magnati che nulla hanno a che vedere con l&#8217;orda migratoria che attanaglia il Paese. Stanno portando enormi capitali nelle casse del piccolo Stato d&#8217;elit\u00e9, tanto che il nuovo quartiere sorto a sud ovest da poco \u00e8 ormai un sobborgo di moscoviti.<\/p>\n<p data-p-id=\"e7b17cce470f3478cf7a5b94d09ac7f3\">Torno sui miei passi e intercetto la pallina da tennis tra i piedi, la raccolgo e la lancio oltre la siepe senza troppi pensieri.<\/p>\n<p data-p-id=\"250cb813ae32f00aa5704c93c807ca5e\">&#8220;Buongiorno Sign\u00f2&#8221;, sento alle mie spalle.<\/p>\n<p data-p-id=\"43e9ab86e9233dd0435474e0670ed444\">E&#8217; Otis, che appare sempre trasandato come<span>\u00a0<\/span><i>Sampei<\/i>. Mi sforzo di non ridere, quando parla mi ricorda Ariel il domestico filippino interpretato da Marco Marzocca.<\/p>\n<p data-p-id=\"a77eca34d6c88c6c4f34b2118969ea0a\">&#8220;Fatto buon viaggio, Sign\u00f2&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"1ee40365d8b39ab8d046b617bc0b8dcd\">&#8220;S\u00ec, tutto bene, tu come stai Otis?&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"f2c31890a0942653599917c60347b564\">&#8220;Tutto bene, sign\u00f2&#8221;.<\/p>\n<p data-p-id=\"4ed73b1eea1858c43746a74604966ff5\">Sto per chiedergli in quale stanza posso portare la valigia ma qualcosa mi tocca il piede. Abbasso lo sguardo e c&#8217;\u00e8 Zezze scodinzolante con la pallina in bocca.<\/p>\n<p data-p-id=\"a22d05aba3869bd9cec7c188cd11dd0d\"><i>Oh cazzo! A quanto pare un cane si \u00e8 innamorato di me!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; text_font=&#8221;Open Sans||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;30px&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">INCIPIT<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/punch-2747282_1920.jpg&#8221; url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/&#8221; align_tablet=&#8221;center&#8221; align_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; _builder_version=&#8221;3.23&#8243;]&nbsp;<br \/>\n[\/et_pb_image][et_pb_tabs _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/la-mente-in-fuga\/&#8221; saved_tabs=&#8221;all&#8221;][et_pb_tab title=&#8221;La mente in fuga&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; body_font=&#8221;||||||||&#8221; tab_font=&#8221;||||||||&#8221; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/la-mente-in-fuga\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2307\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/fasion-14-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/fasion-14-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/fasion-14.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Cogli la mela&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/cogli-la-mela\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26036 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920-610x407.jpg 610w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-3679788_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Un pensiero magico&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/un-pensiero-magico\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26051 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-768x597.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-1024x796.jpg 1024w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-1080x839.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/annie-spratt-253799-unsplash-610x474.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Nella zucca dei libri&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/nella-zucca-dei-libri\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26046 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-1080x1620.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/jaredd-craig-744902-unsplash-610x915.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Quello che ti pare&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; link_option_url=&#8221;http:\/\/www.saratessa.com\/incipit\/quello-che-ti-pare\/&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2873 alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-300x113.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-300x113.jpg 300w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-768x288.jpg 768w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-1024x384.jpg 1024w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-1080x405.jpg 1080w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061-610x229.jpg 610w, https:\/\/www.saratessa.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/061.jpg 1980w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Leggi&#8230;<br \/>\n[\/et_pb_tab][et_pb_tab title=&#8221;Amore in salsa porno&#8221; _builder_version=&#8221;3.16.1&#8243; 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L&#8217;arzilla vecchietta che mi ha appena offerto un caff\u00e8 \u00e8 la mia vicina di casa, un&#8217;ultraottantenne che indossa i suoi anni con eleganza e garbo. 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